-Core
Jerry Cantrell
Brighten
Self Released
Pubblicato il 29/10/2021 da Francesco Brunale
Songs
01. Atone
02. Brighten
03. Prism of Doubt
04. Black Hearts and Evil Done
05. Siren Song
06. Had To Know
07. Nobody Breaks You
08. Dismembered
09. Goodbye

La premessa importante, per potersi approcciare alla terza fatica solista di Jerry Cantrell, è che il musicista di Takoma non debba dimostrare più nulla a chiunque si avvicini alla propria proposta. La sua carriera, soprattutto al timone degli Alice In Chains, è così aurea che niente e nessuno potrà scalfire quanto di buono realizzato in oltre trenta anni di durissimo lavoro, dove è stato in grado di resistere a lutti e ad eccessi di ogni tipo. Quindi, per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco o aspettativa, chi spera di trovarsi dinnanzi a dei riff alla “Them Bones” o alla “Grind” può anche allontanarsi immediatamente dal desiderio di provare ad ascoltare cosa ci sia realmente in “Brighten”, che è un lavoro che si avvicina molto di più all’esordio “Boggy Depot” che al monumentale e granitico “Degradation Vol. 1-2”. L’aspetto cantautorale, unito ad una riscoperta delle radici settantiane, caratterizza dall’inizio alla fine questo album, in cui scompaiono, come d’incanto, le classiche macchie malate e pregne di dolore che hanno sempre fatto da motore portante nella musica del biondo. Probabilmente, se proprio qualcosa la si vuole allegare agli Alice In Chains, allora si deve ritornare sul valido “Rainier Fog” e ricordarsi come suonano pezzi tipo “Fly” o “Maybe” che risultano essere palesemente i genitori naturali di canzoni come la country “Prism Of Doubt”, la fantastica “Nobody Breaks To You” o il gustoso singolo “Brighten”. La dimensione acustica (non alla “Jar Of Flies” o alla “Sap”, intendiamoci) non manca mai dal primo all’ultimo secondo e si unisce a strumenti anche diversi, tipo mellotron e tastiere varie, che rendono l’ascolto molto vintage e “americano” nel senso più puro del termine (“Dismembered”). L’uso della seconda voce, sempre costante nella band madre, ogni tanto fa capolinea anche qui, grazie alla presenza educata di Greg Puciato dei Dillinger Escape Plan che si trova a far parte del progetto insieme a un altro pezzo da novanta come il prezzemolino Duff Mckagan. Tra ricordi che riportano alla mente “Unforgiven” dei Metallica, vedi l’introduzione di “Siren Song” e blues riletti in chiave acida (“Atone”), Cantrell si disegna un nuovo ritratto della sua persona di mezza età che pare aver fatto pace, almeno apparentemente, con quelli che sono i demoni interiori che lo accompagnano da quando si è gettato nel mondo della musica. E non è un caso che il disco si chiuda con una cover molto rilassata qual è “Goodbye” del suo amico Elton John, volta a certificare un nuovo percorso di uno degli artisti più influenti degli ultimi trenta anni che, con il suo sound nero e malato, ha influenzato una caterva di band che dovrebbero, per riconoscenza, donargli una parte importante dei propri guadagni.

Songs
01. Atone
02. Brighten
03. Prism of Doubt
04. Black Hearts and Evil Done
05. Siren Song
06. Had To Know
07. Nobody Breaks You
08. Dismembered
09. Goodbye
Jerry Cantrell
From Usa

Discography
1998 Boggy Depot
2002 Degradation Trip
2021 Brighten