-Core
Shining
International Blackjazz Society
Spinefarm
Pubblicato il 21/10/2015 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Admittance
2. The Last Stand
3. Burn It All
4. Last Day
5. Thousand Eyes
6. House Of Warship
7. House Of Control
8. Church Of Endurance
9. Need
Songs
1. Admittance
2. The Last Stand
3. Burn It All
4. Last Day
5. Thousand Eyes
6. House Of Warship
7. House Of Control
8. Church Of Endurance
9. Need

La mia amicizia e stima nei confronti di Jørgen Munkeby è risaputa ma non vorrei per questo rischiare di essere frainteso al momento di analizzare il successore di ‘One One One’. E’ vero che dopo numerosi ascolti non mi ritengo ancora in grado di affermare se ‘International Blackjazz Society’ sia migliore o meno dei due album che lo hanno preceduto innalzando i norvegesi allo status di culto ma attualmente non vedo altre band con un profilo avanguardistico del medesimo spessore. In definitiva è piuttosto semplice stilare delle conclusioni perché gli Shining sono avanti anni luce. Probabilmente incomprensibili per buona parte della popolazione eppure maledettamente commerciali e letali per la materia cerebrale. Riescono a fondere metal, alternative rock, jazz e elettronica come nessun’altro sul pianeta terra e lo fanno con una devastante perizia tecnica e una lucidità nella stesura dei complessi arrangiamenti che mette paura. A questo si aggiunge il fatto che il suddetto leader è un professionista impeccabile, nei suoi viaggi tra Oslo e Los Angeles ricerca per mesi il suono giusto per ciascuna canzone rendendo in questo modo inimitabile la sua proposta. A tratti un brivido alla ‘Closer’ percorre la schiena mentre scorre la scaletta e i Nine Inch Nails sono un’influenza basilare da quando è iniziata la collaborazione con Sean Beavan. Il suo mixaggio è superbo, risente delle passate collaborazioni con Depeche Mode, A Perfect Circle e Slayer ma allo stesso tempo rende unico l’approccio sperimentale della band esaltando in particolare il contributo strumentale di Eirik Tovsrud Knutsen e Tobias Ørnes Andersen. Altre volte si ha la sensazione che i ragazzi tentino di recuperare altre vibrazioni degli anni novanta, che siano le chitarre quadrate degli Helmet o qualche parte vocale grunge. La realtà è che ‘International Blackjazz Society’ completa una visione che non presenta limiti o difetti, può regalarti un singolo diverso da tutti quelli che si sentono sulle radio e subito dopo sette minuti di pura agonia con ‘House Of Control’. I lunghi assoli di sax e i riff micidiali di Håkon Sagen dominano un tessuto strumentale in cui i sintetizzatori esigono sempre più spazio. ‘The Last Stand’ e ‘Burn It All’ sono destinate ad essere consumate dal vivo, ‘Thousand Eyes’ è il pezzo più legato alle sessioni di registrazione di due anni fa mentre ‘Church Of Endurance’ cita gli Ascension Of The Watchers di Burton C. Bell ed il passaggio tra Godflesh e Jesu di Justin K. Broadrick. Come suggerisce il titolo l’affermazione internazionale del Blackjazz ed in generale un lavoro in studio magnifico del quale ogni appassionato di musica non dovrebbe assolutamente fare a meno.  

 

Shining
From Norvegia

Discography
Where The Ragged People Go (2001)
Sweet Shanghai Devil (2003)
In The Kingdom Of Kitsch You Will Be A Monster (2005)
Grindstone (2007)
Blackjazz (2010)
One One One (2013)
International Blackjazz Society (2015)
Animal (2018)