-Core
Mortuary Drape
Italia
Pubblicato il 10/02/2022 da Lorenzo Becciani

È bellissimo vedervi ancora attivi ed a questi livelli dopo tanto tempo.
Tante cose sono cambiate ma eccoci sempre qui a cercare di portare avanti il nostro messaggio, sempre con l’impegno di un tempo ma con nuove teste all’interno della band. Vedremo in seguito cosa ci riserveranno i prossimi anni e dove/come riusciremo ad arrivare ai tanti obbiettivi che ci siamo posti.

Tra il 1987 e il 1989 avete registrato diversi demo. Cosa ricordate di quelle registrazioni? Quale strumentazione avete utilizzato all’epoca?
Le demo registrate negli anni da te menzionati sono solo due e precisamente ‘Necromancy’ e ‘Doom Return’. Di anni ne sono passati e ricordare bene quelle registrazioni non mi è facile, tendo sempre a guardare avanti e dimenticare cosa mi lascio alle spalle. Le strumentazioni usate erano sicuramente diverse, sia a livello personale che di studio di registrazione, anzi no, direi che dello studio di registrazione in quei due demo ne abbiamo fatto veramente a meno, nel senso che abbiamo registrato in presa diretta e nella nostra sala prove, ci piaceva molto suonare live e registrare in quel modo perché riuscivamo a dare il massimo.

Qual era la visione quando avete pubblicato ‘All The Witches Dance’? Quanto è cambiata adesso?
Se intendi la visione della gente posso dire che la copertina ha fatto molto scalpore, dopo poi a preso sempre più interesse nel pubblico anche il suonato all’interno dell’album. Erano anni che se azzeccavi la giusta copertina vendevi il disco, si compravano a scatola chiusa e poi dopo scoprivi se l’acquisto meritava solo dopo averlo messo sotto la puntina. Per fortuna anche dal lato musicale ci è andata benone.

Cosa significa essere una band black metal in Italia da 35 anni?
Per noi non è cambiato molto rispetto a prima, abbiamo sempre fatto quello che ci piaceva senza scendere a compromessi, ci sono state delle etichette che ci hanno proposto di cambiare e ci volevano plasmare ma noi gli abbiamo semplicemente mandati a fare in culo continuando sulla nostra strada. La coerenza ed il rispetto per quello che fai alla fine paga sempre e la gente questo lo percepisce e lo capisci quando suoni live nel mondo e ti confronti con fans del tutto diversi tra loro ma che amano la tua musica, non credo esista esito migliore di questo.

Quali sono le difficoltà più grandi che avete incontrato durante il vostro percorso? E invece gli highlight in carriera?
I continui cambi di line-up di certo hanno rallentato molto il nostro viaggio ma come tutte le cose anche questi problemi li abbiamo risolti e stiamo procedendo bene, devo dire non alla velocità che mi ero prefissato ma comunque visto i tempi tutto scorre. Momenti più gloriosi ne abbiamo passati tanti e fortunatamente anche non molto tempo fa quindi siamo contenti che tutto stia procedendo al meglio e ne vedremo ancora delle belle come si usa dire.

Il nuovo EP uscirà per un’etichetta storica come Peaceville. Come è nato il contatto? Quali sono le band che preferite del loro catalogo?
In realtà avevamo già avuto a che fare con Peaceville per le ristampe di due nostri vecchi album, come allora anche adesso siamo sicuri che faranno il massimo possibile per la nostra band. Non sappiamo ancora quali saranno i risultati ma loro certamente avranno fatto le giuste considerazioni e sanno sicuramente quali sono le nostre potenzialità. Abbiamo potuto approfondire meglio quali band facevano parte dell’etichetta quando ci hanno proposto quest’ultimo contratto, è stato quello il momento che ha fatto scattare la nostra curiosità, non abbiamo mai guardato le etichette in base alle band del roster, piuttosto ci interessa come svolgono il lavoro per la nostra band. Questo non toglie il massimo rispetto per le band che ci sono, conosciamo i Novembre perchè italiani e anche le altre band di tutto rispetto con cui abbiamo avuto occasione di suonare diverse volte nello stesso festival o di vedere in concerto in molte altre occasioni.

Quando avete composto queste tracce? É stato un processo complicato?
Sono brani composti nel 2018 e poi registrati poco dopo. Di solito i nostri brani nascono molto spontaneamente senza forzature di nessun genere, quasi sempre partono da una proposta di Wildness Perversion e poi tutta la band contribuisce per completare la stesura dei brani e gli arrangiamenti, oggi è tutto abbastanza facile al contrario di un tempo dove alcuni ex facevano storie su storie, e quindi via si sono eliminati. Gli ostacoli vanno oltrepassati e si va avanti tutta.

Che tipologia di sound volevate ottenere in studio?
Quello che si sente in questo mini album, che poi è lo stesso sound che riusciamo a mantenere da tempo. Ci piace pensare che quando parte una nostra canzone l’ascoltatore dopo poco dice” ecco questo è un brano dei M13D”, almeno questo è quello che si dice in giro o che leggiamo da chi ci scrive.

Perché avete deciso di riprendere proprio ‘Nightmare Be Thy Name’ nella ricca discografia dei Mercyful Fate?
Il brano è stato scelto perchè ‘Time’ è l’album che ha messo daccordo tutti noi per scegliere una canzone e rendere omaggio ad una storica e grande band che non ha bisogno di presentazioni, non è la classica cover per riempire una release, al contrario è nato tutto per caso e perchè quell’album merita molto e non ha avuto il giusto interesse rispetto ad altri dei Mercyful, quindi perchè non farla.  

Provate a recensire ‘In A Candle Flame’ e ‘All In One Night’ per i nostri lettori..
Questi due brani sono collegati fra loro e questa è la sintesi che li accomuna. Lungo i secoli la decadenza di Dio è la caduta della religione, preti pedofili, l’intera cornice dell’illusione della chiesa cattolica che continuamente dice bugie e difende quest’orgia di religione, il paradiso ormai è un posto deserto. L’illusione della storia vede cadere Dio, un urlo liberatorio e il sabba dei preti che nel loro rituale malvagio approfittano di bambini e fanno festa, tutto alla luce di una candela in una semplice notte nei sotterranei di una chiesa.

Su quali tematiche vi siete concentrati a livello lirico stavolta? Nel corso degli anni la vostra padronanza della materia occulta è cresciuta? Che esperienza avete con occultismo e rituali di un certo tipo?
Anche qui liricamente parlando andiamo a rispolverare i nostri vecchi argomenti sempre attuali e da noi messi sui testi in maniera molto semplice, non posso per ovvie ragioni descriverti nello specifico quali tipi di rituali abbiamo fatto in passato e neanche paragonarli a quelli portati avanti oggi, posso però con certezza dire che gli interessi coltivati da tempo sono tutt’oggi portati avanti nella stessa maniera, certo con più esperienza e saggezza grazie anche ad alcuni errori fatti in passato che ci hanno aiutato a capire meglio come applicare l’arte occulta in tutte le sue più misteriose sfumature.

Di recente avete aggiunto un nuovo batterista. Vuoi presentarlo? 
MT si è proposto a noi e dopo alcune audizioni è entrato a fare parte della band nel 2019, si sta amalgamando con tutti noi in maniera abbastanza fluida, avrete tutti modo di conoscerlo e sentirlo suonare prossimamente.

Dobbiamo attenderci un full lenght a breve? Quali sono i vostri piani per i prossimi mesi?
Abbiamo lavorato duramente come band negli ultimi 10 anni, sia dal lato concerti che sul nuovo materiale, attualmente stiamo già registrando un full album con 11 nuovi brani. Il periodo covid ha fermato tutte le attività live, vogliamo ricominciare. Purtroppo dal marzo 2020 ad oggi abbiamo dovuto annullare o spostare ben 42 concerti divisi tra due tour, festival e date singole. Le nostre aspettative sono quelle di crescere sempre di più come band e poter avere una distribuzione più capillare per arrivare ovunque, poter poi recuperare le date perse e suonare sempre di più.

Parlare di una scena black metal italiana è difficile. Ci sono però a vostro parere delle band, giovani o meno giovani, che meritano di essere ascoltate al di fuori dei nostri confini? 
In realtà non sono con te su quello che dici, adesso il Black italiano merita molto, sempre più persone quando abbiamo fatto i vari tour in Europa, Sud e Nord America, Messico etc etc mi chiedevano di alcune nostre band che comunque hanno un buon seguito anche dall’altra parte del mondo. Nessuno è profeta in patria lo sappiamo ed è per questo che forse molti qui in Italia pensano che il nostro metal non sia seguito, ti posso assicurare che invece non è così e sempre più band sono molto ben viste ovunque, e parlo anche di band emergenti, poi ci sono i grossi nomi che vengono sempre menzionati per primi come Bulldozer, Opera IX, Necrodeath, Abysmal Grief, Sadist e molte band power metal come ad esempio Secret Sphere e Domine, poi naturalmente come ho detto anche altre band Black Metal che non sto ad elencarti per non fare torto e dimenticarmi nessuno.  Sono anni che cerco di organizzare un grosso festival con grandi nomi, ma tutti sappiamo purtroppo che in Italia esiste sempre il problema di chi mettere a suonare per ultimo e questo di certo non ci fa onore rispetto alla scena nel mondo. Ci vediamo ad un nostro concerto appena possibile. 

Mortuary Drape
From Italia

Discography
1994 - All the Witches Dance
1996 - Secret Sudaria
2000 - Tolling 13 Knell
2004 - Buried in Time
2014 - Spiritual Independence