-Core
Downfall Of Gaia
Germania
Pubblicato il 08/04/2023 da Lorenzo Becciani

Ciao Dominik, come stai?
Molto bene grazie.

L’album è fantastico ma lo sai già perché in questi mesi ne abbiamo parlato più volte in altri contesti. Trovo che la vostra musica sia davvero importante in un momento come questo. Come avete trascorsi gli ultimi quattro anni? 
Dopo un po’ di date per il vecchio disco, è arrivato il Covid e in pratica non abbiamo fatto niente per un lungo periodo. Ad un certo punto ci siamo ritrovati e abbiamo sentito l’esigenza di scrivere di nuovo insieme. I nuovi membri hanno influito sulle registrazioni e credo che questa pausa tutto sommato abbia avuto lati positivi. Peter è di nuovo con noi e le vibrazioni sono state subito positive. Inoltre ha un’influenza forte sul nostro sound.

È per questo che il feeling del disco è di nuovo punk?
Può essere, ma ognuno di noi ha influenze molto diverse. Io sono tornato ad ascoltare punk dopo tanti anni per esempio. Band come Tragedy, From Ashes Rise e Reminas Of The Day. Il nostro drummer ascolta roba strana mentre Peter segue l’elettronica. Band come i Boy Harsher. Quindi c’è tanta carne al fuoco e credo che la nostra musica adesso sia un ibrido perfetto tra sludge e black metal.

Anche post-rock direi..
Non ascolto molto post-rock, devo essere sincero. Forse i Russian Circles, ma non sono post-rock. Non sono troppo per cose tipo Explosions In The Sky o Mogwai. Dopo un po’ tendo ad annoiarmi. Magari qualcosa dei Godspeed You! Black Emperor.

Cosa volevate cambiare dopo un disco epico come ‘Ethic Of Radical Finitude’?
Un po’ ci abbiamo pensato perché non volevamo ripeterci. Ci siamo scambiati alcune idee e abbiamo capito che stavamo tornando alle nostre origini. Per certi versi è il nostro sound cupo di sempre ma allo stesso tempo lo abbiamo rinnovato, quindi direi che c’è comunque una sorta di progressione.

Per quanto mi riguarda ho sempre ritenuto i Downfall Of Gaia qualcosa di più di una semplice metal band. L’ultimo video per esempio è davvero cinematico e testi e artwork sono vere opere d’arte. 
Nasce tutto in maniera naturale. Non pianifichiamo niente di particolare. Brendan McGowan si è occupato del video e ci ha proposto una sceneggiatura che ci ha subito colpiti. Con musica, testi e  parte grafica cerchiamo di creare un flusso. Stavolta volevamo cambiare qualcosa in termini di produzione e la scelta è stata di avere un suono ancora più organico e viscerale. Abbiamo lavorato con persone diverse. Prima con Timo Höcke al Die Wellenschmiede Studio di Amburgo, poi con  Kevin Antreassian al Backroom Studio nel New Jersey, dove abbiamo registrato le parti di batteria, e poi abbiamo completato le sessioni nello studio personale di Peter. Il mixaggio è stato curato da Timo ed il mastering da Jonas Romann. Il mixaggio secondo me è più pulito e togliere qualche stratificazione di troppo ci ha permesso di ottenere un suono più diretto. É come un cazzotto in faccia. ‘Bodies As Driftwood’ è stata la prima traccia che abbiamo completato e prodotto e ci è servita come guida per tutto il processo.

Qual è la tua definizione di successo come artista?
Sta uscendo il nostro nuovo disco. Questo è ciò che conta di più. Non ho mai pensato di fare soldi con i Downfall Of Gaia ma nel corso degli anni ci siamo tolti tante soddisfazioni. Rispetto agli esordi sono cambiati un po’ gli obiettivi. Prima ci interessava solo suonare dal vivo mentre adesso cerchiamo di tenere sotto controllo più aspetti, ma l’energia che ci mettiamo è sempre la stessa. Avere una vita serena è altrettanto importante. É necessario trovare un equilibrio tra la band, il lavoro e la famiglia.

Qual è il tema principale delle liriche?
É una sorta di concept. Con i testi raccontiamo le storie di otto individui diversi, che vivono in una metropoli immaginaria. Ognuno di loro riceve delle pressioni di vario tipo dalla società e nelle canzoni viene svelato ciò che li circonda. Il messaggio è che pure quando pensi che un problema sia risolto in realtà è sempre lì, non puoi farci nulla ed alla fine scopri di essere intrappolato in qualcosa di più grande di te.

Cosa dobbiamo aspettarci in tour?
Ad aprile abbiamo delle date con Deathrite e Implore. Saranno i primi concerti dopo circa tre anni quindi è normale essere un po’ nervosi, ma ci servirà a ripartire per poi programmare qualcosa di più importante.

Cosa pensi dell’industria musicale di oggi?
Direi che è una costante relazione di amore e odio. In questo ambiente puoi incontrare un sacco di persone bizzarre o noiose ed al contrario collaborare con tante persone interessanti. Per noi far parte di Metal Blade è come essere in un sogno. É come se avessero iniziato con noi. Siamo insieme da oltre dieci anni e ci troviamo benissimo. Ad essere sincero non mi sarei aspettato tanta onestà nei nostri confronti, visto che non siamo certo una band di alto livello.

Quali sono i vostri maggiori mercati a parte quello tedesco?
Senza dubbio Svizzera e Austria, ma anche in Russia siamo sempre andati bene. Con questo disco speriamo di conquistare più fan oltreoceano.

C’è una luce in fondo al tunnel?
Nella nostra esperienza parliamo di numerosi aspetti negativi. Ogni traccia è percorsa da almeno un pensiero negativo, ma ciò non significa che vediamo solo nero. C’è sempre qualcosa di buono alla fine del tunnel. Magari dobbiamo solo saperlo trovare.

(parole di Dominik Goncalves dos Reis)

 

Downfall Of Gaia
From Germania

Discography
Suffocating In The Swarm Of Cranes (2012)
Epos (2010)
Aeon Unveils The Thrones Of Decay (2014)
Atrophy (2016)
Ethic Of Radical Finitude (2019)
Silhouettes Of Disgust (2023)