-Core
Cadaver
Norvegia
Pubblicato il 21/08/2023 da Lorenzo Becciani

Seguo i Cadaver fin dall’inizio carriera e devo ammettere che mai come stavolta ho percepito la grande forza delle liriche. 
Voglio raccontare delle storie e spesso sono legate a temi personali, quindi è normale che le liriche siano importanti. Fanno parte dell’insieme e sono fondamentali per trasmettere qualcosa a chi si pone all’ascolto. La musica viene comunque prima. Durante la pandemia ho ricostruito il mio vecchio studio e ho potuto dedicarmi quasi a tempo pieno a ciò che amo di più.

Il titolo a cosa fa riferimento?
All'era in cui viviamo, perché molte persone sono attaccate alla tecnologia e ai loro cellulari, vedono cose al loro interno che le offendono o le infastidiscono. Spesso le persone non hanno un pensiero produttivo ma pensano solo a quello che le può toccare personalmente e infastidire. Quindi la connessione tra la copertina e il titolo è che di essere creativi e non limitarci ad avere opinioni su cose che non ci interessano veramente.

Quando hai cominciato a comporre il nuovo materiale?
Quando è uscito ‘Edder & Bile’ avevo già composto alcune tracce. Ricordo bene quando ho scritto ‘Postapocalyptic Grinding’ e ho capito che poteva essere la traccia da seguire. Ha dato la direzione sonora all’album anche se non è stata la prima ad essere composta. ‘The Shrink’ per esempio è nata nel lontano ‘93 e poi si è dissolta per chissà quale motivo. L’ho ripresa un paio di anni orsono e più o meno la stessa cosa è successa con ‘Dissolving Chaos’, mentre ‘Scum Of The Earth’ è un pezzo che era nato per un altro progetto. Ho una vecchia versione con Hank von Hell dei Turbonegro al microfono. È il pezzo più hardcore-punk del disco. Anche in passato erano evidenti le nostre influenze hardcore e grindcore. È palese che i Napalm Death siano un’influenza, ma in pochi sanno che i Turbonegro sono una delle mie band preferite di sempre. Quindi volevo qualcosa di più punk. 

Quando hai capito che il processo era terminato?
Dopo tanti demo e diverse forme di canzoni che hanno cominciato a diventare reali. É stato un processo naturale e creativo. Il problema principale è stato quello delle registrazioni. Ad un certo punto non mi potevo muovere ed il produttore che avevo scelto, Adair Daufembach, era fermo a Los Angeles. Ci siamo dovuti incontrare a Helsinki. È stato tutto molto strano. Un sacco di cose le abbiamo registrate in questo appartamento affittato con Airbnb mentre il resto l’ho registrato in Norvegia.

Che tipo di sound volevi ottenere stavolta?
Volevo che l'intero album fosse stratificato in un certo modo, cioè, normalmente non mi piacciono le cose troppo sperimentali ma stavolta volevo che la componente psichedelica emergesse. Non solo le chitarre ma anche i synth, sempre in maniera organica. Volevo trasmettere la sensazione di un’apocalisse imminente, perché ho superato un cancro e ho avuto delle esperienze nella vita personale che mi hanno insegnato molto. I testi parlano di inciampare fondamentalmente. Raramente ci si rialza.

Quali sono le tue più grandi referenze in ambito psichedelico?
Certe cose degli anni ‘70. Progressive rock, ma anche punk di quel periodo. I Doors, i primi Black Sabbath e anche qualcosa di jazz.

Hai delle influenze molto varie.
Ma è così anche per il metal. Siamo nati alla fine degli anni ‘80 e ci hanno affibbiato etichette come thrash o death, ma in realtà in quel periodo ascoltavamo tante band diverse tra loro come Carcass, Napalm Death e Morbid Angel, Celtic Frost, Possessed, Slayer e cercavamo di prendere quello che più ci piaceva senza fossilizzarci sul genere.

Avete pubblicato il lyric video di ‘Scum Of The Earth’ che trovo un pezzo decisamente live oriented. Vale la stessa cosa anche per il resto del materiale?
Non saprei dirti se ‘The Age Of The Offended’ è più pensato per la dimensione live, rispetto ad altri dischi che abbiamo pubblicato, e questo perché non penso mai a questi aspetti quando compongo. Prima di tutto la musica è qualcosa che nasce per me stesso. Al pubblico non ci penso, anche se ovviamente ho molto a cuore i nostri fan. Credo che le differenze sostanziali rispetto al passato siano un certo ritorno alle origini, dovuto al fatto che abbiamo ripreso pezzi scritti molto tempo fa, ed al contributo di Ronni e Eilert, che hanno dato maggiore sostanza. Dal vivo ci daranno una mano, così come Bjørn Dugstad Rønnow che suona la batteria quando Dirk è impossibilitato a raggiungere la Norvegia oppure è impegnato con i Megadeth.

Scandinavia a parte qual è il vostro mercato migliore?
Andiamo molto bene in Canada. Non saprei spiegarti il motivo, ma è così. Poi i risultati maggiori li abbiamo negli Stati Uniti, in Messico, in  Germania e forse nel Regno Unito.

Sei coinvolto in altri progetti attualmente?
L’anno scorso ho lavorato a qualcosa di molto interessante. Ho registrato dei pezzi con un suonatore di fisarmonica e insieme abbiamo realizzato della musica ambient molto heavy e totalmente strumentale. Si chiama The Third Circle e penso che avrò altre collaborazioni. Poi sto pensando di registrare o mixare nuovamente alcune delle nostre prime release. Anche qualche demo. Il problema è che qualcosa è andato cancellato, ma ho ancora tanto materiale da potere riprendere.

Vuoi parlarci del bus black metal?
Non sono diventato una guida turistica, ma ho accettato di prendere parte a questo progetto promosso da Inferno Festival. Del tour fanno parte la visita alla scena del crimine di Euronymous, all’Helvete ed alla Biblioteca Nazionale, dove si trova tanto materiale sulla scena black metal norvegese.

(parole di Anders Odden) 

Cadaver
From Norvegia

Discography
Hallucinating Anxiety - 1990
...in Pains - 1992
Necrosis - 2004
Edder & Bile - 2020
The Age Of The Offended - 2023