-Core
Wojtek
Italia
Pubblicato il 27/09/2023 da Lorenzo Becciani

Cosa sono i ‘Giorni Persi’?
I giorni sabotati da paure e paranoie irrazionali.

Pensate che la scelta della lingua madre potrà ripetersi in futuro o addirittura diventare prioritaria?
Al momento escludiamo possa diventare prioritaria, ma sicuramente consideriamo questo pezzo un esperimento ben riuscito, perciò è probabile che la riutilizzeremo in futuro, sperimentando in varie direzioni.

A livello lirico cosa intendete trasmettere? Girate attorno ad un tema principale?
Il tema cardine è il nostro vissuto ed il rapporto con esso, le battaglie e le sconfitte della vita quotidiana, filtrate da un’inesorabile e cinica consapevolezza: ci rimangono solo le grida per sfogarci.

Tornando indietro nel tempo, come si sono formati i Wojtek e quali sono stati i passaggi chiave in carriera?
I Wojtek sono nati quando sono morti gli 8fulstrike, band groove metal padovana attiva dal 2009 al 2019. Mattia, Morgan ed il nostro primo drummer Enrico provenivano da lì e volevano cambiare “aria” e direzione stilistica. Al basso hanno subito reclutato Simone, mentre Riccardo si è aggiunto alla chitarra poco dopo. Questa formazione ha registrato i primi 3 EP dei Wojtek, fino al cambio che ha visto l’ingresso di Francesco dietro le pelli, che ha impresso il suo drumming in Petricore. 

Nel corso degli anni è aumentata la componente hardcore-punk oppure quella sludge?
Crediamo i dosaggi tra i due stili non siano mai cambiati, abbiamo semplicemente cercato di esplorarne meglio le varie sfaccettature. Adoriamo entrambi gli stili ed al momento non vogliamo fare a meno di nessuno dei due!

Quando avete iniziato a comporre i brani per ‘Petricore’? È stato un processo complicato?
Non è stato assolutamente complicato! I brani hanno iniziato a prendere forma non appena finiti quelli di DTDSDUIS, il nostro precedente EP, in un processo estremamente fluido e naturale. Jammiamo spesso, utilizziamo i vari supporti per fissare le idee e poi ci lavoriamo molto in sala per rifinire al meglio i pezzi. L’innesto di Francesco alla batteria ci ha dato nuove idee e spunti che ci hanno permesso di esplorare nuovi territori con un tocco più “diretto”.

Quali obiettivi vi eravate posti in termini di produzione e mixaggio?
C’era l’intenzione di “alzare l’asticella”. I precedenti lavori erano stati registrati da noi e poi mixati dal bravissimo Mattia Bonafini, ma per questo disco abbiamo voluto essere seguiti in tutto e per tutto da un’unica mano. È così che ci siamo messi alla ricerca della persona giusta per questo progetto, che abbiamo presto individuato nella figura del mitico Lorenzo Stecconi.

Qual è stato il momento più eccitante delle sessioni di registrazione?
Ci vengono in mente due situazioni in particolare:
-durante le prese, quando Lorenzo ci ha fatto lavorare in maniera particolare sui tempi lenti e dilatati per farli rendere al meglio. Piccole dritte che si sono rivelate fondamentali anche per rendere alcuni pezzi più strazianti dal vivo.
-durante il riascolto, quando i vari strati strumentali si sovrapponevano ed il pezzo prendeva forma. È stato lì, mentre ci gasavamo da matti, che abbiamo capito che il suono sarebbe stato il migliore che abbiamo mai avuto.

Provate adesso a recensire ‘Dying Breed’ e ‘Hail The Machine’ per i nostri lettori…
‘Dying Breed’ è un riassunto perfetto di tutto ciò che ci piace a livello di stile: c’è l’HC, c’è lo sludge, ci sono i midtempo disperati e c’è un grosso lavoro a livello di cori. È una chimera che adoriamo. ‘Hail the Machine’ è semplicemente una discesa agli inferi. Su questo pezzo abbiamo lavorato molto per rendere l’atmosfera epica, sulfurea e inesorabile.

Il disco esce per diverse etichette. A cosa è dovuta questa scelta?
È il nostro modo di lavorare, consci del contesto in cui ci inseriamo in cui nessuno naviga nell’oro, ci si dà una mano l’un l’altro; coinvolgere quanto più i nostri amici nel supportarci anche nella release di un album e non solo quando si tratta di far rete per suonare in giro, fa un tutto parte di quello che puoi tradurre come un approccio diy a 360 gradi.

Cosa dobbiamo attenderci da una vostra esibizione dal vivo? Avete già delle date fissate per promuovere ‘Petricore’?
Venite preparati alla volumella! Ci piace il rumore, ci piace il suono degli ampli veri e la pressione che ti sparano in faccia. L’energia è ciò che vogliamo imprimere e non ci importa fare un’esibizione impeccabile: la gente davanti deve tornare a casa con il nostro sudore addosso. Per le date fissate beh, stiamo scrivendo queste righe direttamente dal furgone ora, siamo impegnati in un tour di 10 date in giro per l’europa! Ce ne saranno molte altre poi in Italia, seguiteci sui social per rimanere aggiornati!

C’è una band estera che secondo voi è avvicinabile dal punto di vista sonoro e etico ai Wojtek?
Mi piacerebbe dirti Implore perché li adoriamo! Loro sono sicuramente più veloci e HC, ma ci piace pensare che l’attitudine sia la medesima. Purtroppo stanno per iniziare il tour d’addio, ci suoneremo assieme l’11 novembre al CSA Arcadia di Vicenza, non perdete l’occasione di passare a sentirli un’ultima volta!

Avete diviso il palco con tante band importanti, nazionali ed internazionali. Ce n’è una che vi ha veramente lasciati sbigottiti?
I Wiegedood! Ricordo che eravamo tutti a bocca aperta durante il loro set, è stato pazzesco!
 

Wojtek
From Italia

Discography
Wojtek - 2019
Hymn For The Leftovers - 2020
Does This Dream Slow Down Until It Stops? - 2021
Petricore - 2023