-Core
Rigolò
If
Pubblicato il 25/11/2022 da Lorenzo Becciani

Il senso del tempo, la rinuncia e l'individualismo sono i temi che hanno ispirato la scrittura di Aliante, il nuovo album dei Rigolò, in uscita in CD e digitale il 20 gennaio 2023 per la compagnia di produzione Antropotopia.

Gli otto brani in scaletta hanno risentito degli stati d'animo vissuti nel corso degli ultimi anni. Il nuovo singolo If, disponibile da oggi 25 novembre 2022, e i precedenti due singoli Leaving The Cockpit I See Your Smile, usciti tra 2021 e 2002, parlano della perdita di se stessi e dell'amore, che sia per scelta oppure per debolezza.

Aliante è il quinto album sulla lunga distanza per i Rigolò, band romagnola composta da Andrea Carella - fondatore del progetto - e Jenny Burnazzi, conosciutisi durante la passata militanza nei Comaneci, oltre che da Alessandro Reggiani Romagnoli e Andrea Napolitano, quest'ultimo attualmente anche nella line-up dei Clever Square. Aliante  fa dunque seguito a Cocoons Should Die Young (2010), Slangenmensch (2013) e ai più recenti Gigantic (2015) e Tornado (2018), entrambi prodotti assieme a Mattia Coletti, con l'apporto nel secondo caso di Brian Deck (Califone, Modest Mouse) al mastering. L'attitudine cinematografica della band, attiva dal vivo sia in Italia sia in Europa, ha fruttato l'inclusione in colonne sonore di serie televisive della Rai (Le cose che restano, con Paola Cortellesi e Claudio Santamaria) e docufilm d'autore (Naples '44 di Francesco Patierno, vincitore del Nastro d'Argento nel 2017), in aggiunta alla collaborazione per alcune sonorizzazioni con il film-maker Francesco Tedde di Antropotopia.

Da Tornado ad Aliante, i Rigolò continuano a confrontarsi con l'elemento dell'aria, ma stavolta, anziché in balia della sua forza, i quattro musicisti hanno trovato un mezzo per poterlo sfruttare appieno. Registrato e mixato da Riccardo Pasini, fonico di spessore internazionale presente anche come ospite alle tastiere, Aliante attraversa differenti stili musicali, pur rimanendo fedele alle sonorità che caratterizzano il gruppo di Ravenna, tra area folk e impianti post-rock applicati a una forma-canzone alt-pop. A detta della band: "In studio abbiamo dato maggior rilievo alla ricerca sonora di ogni specifico strumento, che trova un proprio spazio definito sebbene inserendosi in una resa unitaria. Il risultato è un sound più efficace". Negli arrangiamenti si può rintracciare l'influenza di nomi come Belle and Sebastian e Khruangbin, Brian Eno e Ben Shemie, Sharon Van Etten e Aldous Harding, Bill Callahan e Mark Kozelek.

Il violoncello elettrico, da sempre protagonista nelle composizioni del quartetto, con timbri ed equalizzazioni non convenzionali, costruisce melodie e strutture che donano varie chiavi di ascolto. La chitarra elettrica stratifica ed enfatizza gli ambienti sonori, il basso suona libero nei suoi disegni armonici, mentre la batteria marca con precisione quei ritmi dispari che scandiscono l'intero lavoro. La musica, energica e solare, è complementare alla cupezza dei testi di Carella, essenziali e forieri di riflessioni dalle interpretazioni mai univoche, andando così a sostenere e veicolare una marcata volontà di rinascita e condivisione. Le voci di Carella e Burnazzi si alternano e sovrappongono all'unisono, si dividono e legano tra loro con immediatezza, agendo nel campo del "doppio" che alberga in ognuno di noi e alimentando il ciclo di distruzione/rigenerazione che segna l'inesorabile fluire del tempo.

https://open.spotify.com/album/5uYqhpgG5sBzMNjSWZIzuy?si=1thKT92cQZ-mbGjwx56JHQ&nd=1