01. Aeropause 02. Goshen’s Remains 03. Apprentice Of The Universe 04. The Bright Ambassadors Of Morning 05. Nimos & Tambos 06. a) Voices In Winter b) In The Realms Of The Divine 07. Bullitts Dominæ 08. a) Arrival b) The Intention Craft 09. a) He Tried To Show Them Magic b) Ambassadors Return
Songs
01. Aeropause 02. Goshen’s Remains 03. Apprentice Of The Universe 04. The Bright Ambassadors Of Morning 05. Nimos & Tambos 06. a) Voices In Winter b) In The Realms Of The Divine 07. Bullitts Dominæ 08. a) Arrival b) The Intention Craft 09. a) He Tried To Show Them Magic b) Ambassadors Return
Volendo trovare un difetto al debutto degli inglesi si potrebbe constatare una lieve difformità strutturale in un concept fondato su pezzi evidentemente provenienti da contesti temporali diversi. Per il resto "The Dark Third" rappresenta una vera rivelazione in una scena prog viziata e pericolante. I Pure Reason Revolution sono figli dei nostri tempi e quindi devoti a entità colossali come Muse e Porcupine Tree che hanno letteralmente modificato le modalità di lettura del genere abbattendone i confini. Nel loro background fanno quindi parte quei riferimenti storici che non possono mancare in certi casi e in tal senso la produzione di Paul Northfield è quanto mai decisiva nel bilanciare passato e presente. La sua esperienza con Rush e Gentle Giant ma anche con gruppi che hanno portato avanti con coraggio le loro idee come i Suicidal Tendencies si mette al servizio di un suono sicuramente catalogabile ma già libero di volare. Liricamente la ricerca della band cresciuta a Reading si muove sull"analisi onirica e il rapporto in continuo dissesto tra realtà e sogno con veri gioielli come "Goshens Remains" e "The Bright Ambassadors Of Morning" a rappresentare il manifesto di un album che scorre con grande facilità nonostante la sua complessità tecnica. Concedete loro un ascolto e ne rimarrete ammaliati.