-Core
AA.VV.
Bologna Sound Vol. 1
Slowth Records
Pubblicato il 06/01/2021 da Lorenzo Becciani
Songs
1. BIID Elisea
2. Crac
3. Striature
4. Core
5. Un Giardino Improvviso
Songs
1. BIID Elisea
2. Crac
3. Striature
4. Core
5. Un Giardino Improvviso

Innanzitutto questa compilation è la prima pubblicazione della Slowth Records di Mattia Loris Siboni, Niccolò Salvi e Matteo Pastorello e già il fatto di celebrare l’esordio di un’etichetta, in un periodo in cui i dischi non si vendono più e l’intera scena musicale è in grave difficoltà, è motivo di orgoglio. Queste cinque tracce poi fanno luce sulla nuova scena elettronica sperimentale di una città che, magari più per altri generi, è stata spesso un punto di riferimento per tante altre e dove, ancora oggi che sussistono le suddette problematiche, si mantiene viva un’accesa attività in ambito di ricerca sonora. Un progetto nato in ambito accademico – con una sorta di parallelo tra il Conservatorio “G.B. Martini” e Tempo Reale di Firenze – che si è posto come obiettivo la “formalizzazione” di strutture compositive non convenzionali. Non a caso l’iniziale e superba ‘BIID Elisea’, a cura dei Njordzitrone, tenta di bilanciare improvvisazione e composizione, prediligendo forme temporali distorte e geometriche invece che lineari. In seguito ci imbattiamo in due tracce acusmatiche quali ‘Crac’ di Federico Pipia e ‘Core’ di Marco Menditto, in cui l’idea di metaformosi è alla base di un’energia spropositata, che non viene espressa subito ma cresce nella testa di chi si ascolta. Un altro apice della scaletta è sicuramente ‘Un Giardino Improvviso’ di Simone Faraci, che si avvale della voce di Valeria Girelli lasciando aperte riflessioni importanti, ma non è da meno ‘Striature’ di Daniele Carcassi, che desidera farci ballare con fasce sintetiche, materiali residuali e un turbine di suoni derivante da più fonti. Personalmente sono andato subito a cercarmi altre tracce dei musicisti protagonisti di questa raccolta e credo che questo sia il pregio maggiore della release. Spingere a conoscere di più di un ambiente tremendamente vario e stimolante.

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