-Core
Katatonia
Svezia
Pubblicato il 19/05/2016 da Lorenzo Becciani

Prima di tutto vorrei discutere con te del passato. C'è un capitolo della vostra discografia che in qualche modo non ti ha soddisfatto in pieno? E uno che è stato sottovalutato a tuo parere?
Probabilmente 'Viva Emptiness' a causa della produzione. Non ne parliamo molto perchè di solito i momenti peggiori si lasciano alle spalle ma il suono di quell'album ci deluse molto. Non rispettava la visione che avevamo prima di entrare in studio tanto che facemmo fatica a portare le canzoni dal vivo. Per questo tre anni fa lo abbiamo remixato e rimasterizzato con nuovi arrangiamenti di tastiere e la supervisione di David Castillo. E' stato un modo di rendere giustizia a quel materiale. Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, non credo che ci sia un album che abbia subito delle critiche ingenerose. Nel complesso sono stati accolti tutti bene. Credo però si parli troppo poco di 'Tonight's Decision' che contiene alcuni dei nostri pezzi migliori.

Dopo tutti questi anni il processo di songwriting è sempre il medesimo o è cambiato qualcosa?
E' sempre lo stesso. Io e Jonas scriviamo separatamente. Non abbiamo mai lavorato in sala prove in tutta la carriera. Questo perché desideriamo che gli istinti individuali emergano liberamente. Quando abbiamo uno scheletro di canzone pronto allora ne discutiamo insieme e aggiungiamo elementi fino alla versione finale.

Cosa volevate cambiare o migliorare dopo 'Dead End Kings'?
L'obiettivo era semplicemente quello di scrivere dei pezzi migliore e spingerci ancora più avanti musicalmente. Il nuovo album prosegue nella direzione che abbiamo intrapreso da diversi anni ma con pezzi più heavy. Nel frattempo è uscito 'Dethroned & Uncrowned', un esperimento che ha aperto le nostre porte mentali e quelle di chi ci ascolta. Il suono di 'The Fall Of Hearts' rappresenta quello che siamo oggi.

'The Fall Of Hearts' è un titolo romantico. Volevate abbracciare atmosfere più romantiche e gotiche dopo l'ultimo epico album dei Bloodbath?
Abbiamo le nostre radici ma non torneremo indietro anche se è naturale che ci siano influenze gothic e doom nelle canzoni. Non volevamo essere intenzionalmente romantici. Anzi credo che il titolo sia piuttosto dark. E' un modo per suggerire di seguire il proprio istinto.

Che tipo di suono volevate ottenere in studio stavolta?
L'idea era quella di tirare fuori dei pezzi più lunghi, seguendo la stessa formula ma esplorando nuovi territori. Ci piace fare in maniera che nessuno possa immaginarsi le nostre mosse future. In un certo senso abbiamo riscoperto il prog anni settanta ma l'approccio resta moderno.

Qual è stato il ruolo di Daniel “Mojjo” Moilanen e Roger Öjersson?
Mojjo ci ha permesso di andare oltre. E' molto tecnico e ha ispirato la creazione dell'album. Vederlo suonare in studio è stata un'esperienza fantastica. Roger invece è arrivato troppo tardi quando era quasi tutto finito.

Quante ore fai pratica al giorno?
Io non provo mai. Non l'ho mai fatto. Suono solo in sala prove e in studio.

Strano perché hai scritto un sacco di canzoni..
E' per quello che mi sono sempre considerato più un songwriter che un chitarrista.

L'album inizia con i sette minuti di 'Takeover'. Come avete scelto la scaletta e quanto è importante l'ordine delle canzoni nella vostra visione?
Molto importante perchè ci serve a creare un flusso. L'inizio è molto potente poi cala leggermente a metà album per poi ritornare a livelli elevati di aggressività. Impieghiamo parecchio tempo per decidere la scaletta e curare ogni dettaglio. Il nostro intento è quello di regalare all'ascoltatore un'esperienza sonora vera e propria.

Vuoi dire che potreste suonare 'The Fall Of Hearts' per intero dal vivo?
Ci piacerebbe ma è impossibile. In quel modo non potremmo suonare i classici ed i nostri fan ci ucciderebbero.

Quali sono gli altri passaggi chiave dell'album?
Non ci siamo posti il problema di scegliere il singolo. Non ci sono più radio, né canali televisivi che trasmettono video. 'Serein' e 'Residual' sono pezzi molto interessanti.

Anche 'Wide Awake In Quietus' è un gran pezzo. Come è nata la collaborazione con Greg Mackintosh dei Paradise Lost?
Era tanto che volevamo realizzare questa collaborazione. Per l'occasione abbiamo scelto un pezzo che ricordasse le vecchie atmosfere di entrambe le band. Il tour con i Paradise Lost è stato uno dei momenti più belli della nostra carriera. Essere ancora qui senza essere mai scesi a compromessi ha un valore importante per noi.

Con Travis Smith invece che tipo di rapporto si è creato?
E' uno dei miei migliori amici. Mi riempe la casella di posta elettronica con centinaia di e-mail. Ai tempi in cui è iniziata la nostra collaborazione non c'era internet e in pochi sapevano usare photoshop. Gli invio degli abbozzi di copertina ed i testi e ne discutiamo per mesi finché non troviamo la soluzione giusta.

(parole di Anders Nyström)

Katatonia
From Svezia

Discography
Dance of December Souls (1993)
Brave Murder Day (1996)
Discouraged Ones (1998)
Tonight's Decision (1999)
Last Fair Deal Gone Down (2001)
Viva Emptiness (2003)
The Great Cold Distance (2006)
Night Is the New Day (2009)
Dead End Kings (2012)
The Fall of Hearts (2016)
City Burials (2020)