-Core
Ursa
Belgio
Pubblicato il 03/04/2025 da Lorenzo Becciani

Mentre aspettavo l’intervista, ho notato che non siete tutti del Belgio. E’ difficile provare?
No, non lo è affatto. Luciano sta in Olanda e noi altri in Belgio ma siamo tutti nella stessa area. Proviamo a casa del nostro batterista, che ha un garage con tutta la strumentazione e più o meno siamo tutti in mezz’ora di auto.

Come è nata la band? Qual era la visione iniziale?
Alex ha dato vita al progetto in termini strumentali e solo dopo si sono aggiunti vari membri e si è formata la band. Ci sono stati anche dei cambi di line-up che ci hanno portato a dove siamo adesso. Prima però Ursa era qualcosa di molto differente. L’influenza di Karnivool e Tool era più diretta, poi Alex è passato dalle sei corde alla sette corde ci siamo evoluti in una forma sonora lontana da ciò che era stato originariamente concepito.  

Cosa siete adesso? Una prog metal band? Una post-metal band? Oppure una metalcore band parecchio bizzarra…
Questa è una domanda interessante perché veniamo tutti da background diversi. Prima di tutto amiamo il progressive metal. Su questo non ci sono dubbi. Per il resto ci piace mantenere la mente aperta e di conseguenza anche il nostro stile. La musica a volte diviene aggressiva e poi subito dopo melodica e rilassata. Ogni canzone ha una dinamica precisa e non sbagli citando il post-metal. L’approccio è quello, ma cerchiamo di introdurre ritmi poco ortodossi.

In termini di djent siete più influenzati da quello americano o da quello nord-europeo? Mi vengono in mente Periphery, The Contortionist oppure i Vildjharta tanto per fare qualche nome.
I Periphery sono una band che piace molto a Luciano e la nostra scrittura è sicuramente più vicina a loro. Amiamo anche gli Animals As Leaders e in generale siamo rimasti impressionati dalle possibilità che usare le sette corde possono regalare.

Siete influenzati anche da qualche altra band belga?
Il background di Jan è death-black quindi gli Aborted su tutti, ma penso anche agli Hippotraktor, che stanno facendo benissimo.

Per le parti vocali pulite invece a cosa vi ispirate?
Come ti dicevo Tool e Karnivool sono una base fondamentale, Cerchiamo di creare melodie in grado di fissarsi in testa, senza snaturare il profilo sperimentale o aggressivo dei pezzi che componiamo.

Qual è il pezzo che più vi rappresenta al momento?
Per certi versi ‘Deconstruct’ perché è il pezzo più vecchio di tutto il disco e ha subito tantissimi cambiamenti in questi anni. È l’esempio lampante di come ci siamo evoluti nel tempo. Un altro che ci rappresenta molto è ‘Primordial Crown’. È quello che preferiamo usare per presentarci a chi ancora non ci conosce.

Il processo è stato complicato o rilassato?
É stato lungo. Abbastanza rilassato devo dire, ma le canzoni hanno subito tanti cambiamenti. Erano quasi tutte nate per sei corde e poi sono state mutate radicalmente e adattate ai vari membri. In ogni caso i nuovi arrivati si sono trovati con dei template già pronti e di sicuro il prossimo disco sarà più condiviso. Il lavoro si è comunque evoluto in maniera naturale. In termini di produzione abbiamo cercato un approccio moderno ma focalizzandoci molto sulla performance. Non volevamo qualcosa di troppo perfetto. Anche le voci non sono state modificate eccessivamente. Con la batteria è stato un po’ diverso perché alcuni brani erano stati registrati dal vecchio drummer. Se dovessi citare un produttore che mi ha influenzato allora direi Lewis Johns che ha lavorato con Rolo Tomassi e tante band interessanti quali Hexis, Employed To Serve o Pupil Slicer.

Di cosa parlano i vostri testi?
Alcune cose le ha scritte Alex e poi Jan ha aggiunto delle storie. Alex ha sempre subito il fascino della natura molto ciclica della storia e dell’universo. Un ciclo costante di creazione e distruzione che può essere visto in parallelo con aspetti positivi o negativi delle nostre vite. Aspetti che fluiscono l’uno nell’altro e sono quindi inseparabili.

Il live video di ‘Primordial Crown’ è un eccellente esempio di ciò che siete dal vivo..
E’ tendenzialmente il motivo per cui lo abbiamo pubblicato. Volevamo mostrare a chi non ci conosce cosa succede nei nostri live set. Le nostre performance sono caratterizzate da dinamiche ampie, parti tranquille ed altre molto rumorose. Ci piace sorprendere il nostro pubblico. Finora abbiamo esperienze molto belle, come quella al Prog Power, ed altre più complicate ma stiamo comunque crescendo.

Quali sono i vostri prossimi piani?
Abbiamo alcune date in Belgio ad aprile e poi saremo in Olanda e Germania. 
 

Ursa
From Belgio

Discography
Call Of The Infinite - 2025