-Core
Praise Armageddonism
Blood Command
Hassle Records
Pubblicato il 01/07/2022 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Praise Armageddonism (Awake Theme)
2. Saturday City
3. The End Is Her
4. Everything You Love Will Burn
5. A Questionable Taste In Friends
6. A Villain's Monologue
7. Nuns, Guns & Cowboys
8. I Just Want That Movie Ending
9. Burn The Blasphemer
10. Last Call For Heaven's Gate

I norvegesi hanno operato un cambiamento radicale negli ultimi anni e non solo a causa del doppio passaggio al microfono. La scelta di puntare sull’ex Pagan Nikki Brumen, quando anche Karina Ljone ha tolto il disturbo, è stata estremamente calcolata e scorrendo le tracce del successore di ‘Cult Drugs’ è inevitabile percepire un profilo melodico molto più accentuato. Il grado di pericolosità non è basso in ‘Praise Armageddonism’, ma di sicuro non siamo al cospetto dei folli distruttori degli esordi. Allo stesso tempo però, i Blood Command hanno ritagliato spazio ad una serie di ritornelli pop pazzeschi che, deturpati da chitarre alla Refused e The Hellacopters e mitigati con influenze alternative rock e post-hardcore a stelle strisce, assumono un potere lesivo clamoroso. Ascoltate ‘The End Is Her’ per esempio. La natura del brano non è troppo dissimile a quella dei singoli dei The Birthday Massacre con un giro melodico quasi stucchevole e un’atmosfera subliminale che cresce di secondo in secondo per poi diventare qualcosa di veramente spaventoso. Il guitar work di Yngve Andersen e Benjamin Berge è cresciuto ulteriormente, soprattutto in termini di sfumature e arrangiamenti, e la sezione ritmica, formata da Snorre Kilvaer e Sigurd Haakaas – un’ira di dio in ‘Nuns, Guns & Cowboys’ e ‘Last Call For Heaven's Gate’ – è capace di rendere luminosi i momenti di quiete e tremendamente cupi e disturbanti i frangenti in cui la devastazione pare dietro l’angolo. L’album si apre e si chiude con letture del libro dell’Apocalisse di Giovanni ma nei testi non si parla di fine del mondo quanto di emozioni violente, sporcizia live, intrecci personali, incontri e scontri. ‘Saturday City’ e ‘A Questionable Taste In Friends’ sono le party song di un futuro distopico e agghiacciante. La cura delle dinamiche è maniacale e la produzione pazzesca, mai troppo pulita eppure in linea con quelle delle uscite mainstream che cercano di brillare nelle classifiche. In nome del death pop, Nikki Brumen è chiamata a scuotere le anche, gridare poesie di anarchia e ribellione, sollecitare i nostri istinti più perversi e ricordarci che spesso per fare casino basta poco. L’universo sta cambiando, l’industria musicale è già cambiata da parecchio ed i Blood Command non sono stati a guardare. Hanno dato alle stampe un album più vario, versatile e commerciale, destinato ad allargare la loro fama. Toglierlo dallo stereo sarà un’impresa.

Songs
1. Praise Armageddonism (Awake Theme)
2. Saturday City
3. The End Is Her
4. Everything You Love Will Burn
5. A Questionable Taste In Friends
6. A Villain's Monologue
7. Nuns, Guns & Cowboys
8. I Just Want That Movie Ending
9. Burn The Blasphemer
10. Last Call For Heaven's Gate
Blood Command
From Norvegia

Discography
Ghostclocks 2010
Funeral Beach 2012
Cult Drugs 2017
Praise Armageddonism 2022