E' davvero un orgoglio per il nostro paese avere un band nel catalogo di Neurot Recordings. Dall'estero potranno dire quello che vogliono, parlare male della nostra scena e criticare la professionalità dei musicisti italiani ma niente sarà in grado di intaccare l'emozione che provo in questo istante sfogliando il booklet di 'Oro: Opus Primum'. Gli Ufomammut ce l'hanno fatta. Il loro percorso di innata creatività è arrivato a compimento e anche se in autunno il gruppo ci regalerà un altro capitolo discografico possiamo affermare senza timore di smentita che siamo al cospetto di un momento chiave della loro carriera. Botte da orbi, feedback selvaggi, orge sonore e synth infernali rendono le presenti cinque tracce di una violenza inenarrabile. 'Aureum' sembra uscire dalle recording session di 'Eve' mentre i quattordici minuti di 'Empireum' e la ferale 'Infearnatural' sono pronte ad asfaltare qualunque concorrenza. Mastodon? Baroness? Celeste? Cult Of Luna? L'opera prima dei piemontesi non ha paura di confronti, procede solenne nella sua spaventosa ascesa rumorosa ed esplode una serie di schiaffi dalle quali potrete soltanto tentare di difendervi. 'Magickon' e 'Mindomine' chiudono un immenso tributo a stoner, sludge e doom del quale faremo bene a vantarci con tutti invece di sputare sentenze ed affossarci con le proprie mani. Il mondo è pronto per loro.