Sulla crudezza e l’efficacia dei Rwake credo ci siano pochi dubbi. Specialmente dal vivo la band dell’Arkansas non teme rivali ed in questi anni ha saputo accrescere la propria credibilità tra i quadri dirigenziali della Relapse Records con cui ha stretto collaborazione a partire dalla pubblicazione dello spettrale ‘Voices Of Omens’. Per omaggiare questi colossi dello sludge metal, in attesa che sia dato un seguito a ‘Rest’, l’etichetta che ha recentemente festeggiato i venticinque anni di attività ha recuperato dagli archivi il demo successivo a ‘Suicide: The Quest For Oblivion’ facendolo mixare da Brad Boatright in passato collaboratore di Sleep e High On Fire. Una piccola gemma dalla quale traspare la vera essenza di una band che non si è mai piegata alle regole del mercato e ha proseguito imperterrita a spaventare il proprio pubblico con suoni sporchi, atmosfere inquietanti e retaggi doom. Anche se questi sei brani non possono rappresentare il massimo del potenziale dei Rwake siamo comunque al cospetto di una release che permette di comprendere quale direzione volessero intraprendere fin dall’inizio e quanto fossero ruvidi e corposi già allora i loro riff. ‘Nagarachi’ e Calibos/So Fucking Tired’ i passaggi che mettono in evidenza l’attitudine selvaggia di C.T e Gravy.