-Core
Louise Lemón
Svezia
Pubblicato il 21/02/2024 da Lorenzo Becciani

Perché hai scelto questo malinconico e triste titolo per l’album?
Aggiungerei decisamente inquietante. É come guardare ciò che ho passato scrivendo quest’album, i vari soggetti che ho voluto descrivere e la sensazione che mi è rimasta. C’è una certa speranza all'interno dell’album, ma quello che ho percepito è di aver vissuto fino adesso un’esistenza di lacrime.

Quando hai cominciato a comporre il materiale?
Ho iniziato quattro anni fa.

È stato un processo complicato?
Dal punto di vista compositivo è stato facile, ma ho impiegato tanto tempo a registrarlo in un certo modo. Volevo che la musica fosse all’altezza di quello che sentivo nella mia mente e trovare lo studio giusto ha richiesto tempo. In seguito ho chiesto a Randall Dunn di mixarlo per mettere insieme tutto quello che avevo ottenuto.

Si tratta del materiale più vario e diversificato della tua carriera.
Credo che ogni artista debba accettare il cambiamento per evolversi. Devi sapere creare qualcosa di nuovo e, se ascolto il mio primo album, è normale notare delle differenze. Quando l’ho scritto avevo altre influenze e desideravo trattare di altri argomenti. L’importante è essere coerente con me stessa.

Cosa volevi cambiare in termini di di produzione?
Voglio fare ciò che mi sento. Ho tolto un sacco di noise ai pezzi e ho fatto in modo che risultassero più diretti ed essenziali. I soggetti di cui parlo sono nudi al massimo. Le chitarre sono più pulite ed i suoni più caldi rispetto al passato. Ho pensato alla dimensione live ed al fatto che non avevo mai scritto cose tanto oscure. Randall Dunn poi ha saputo fare brillare l’album. Ha mantenuto il feeling organico e vintage delle registrazioni bilanciando il suono in maniera che apparisse allo stesso tempo grezzo e scintillante. A tratti è davvero cristallino, come se la mia voce e tutto il resto fossero un solo strumento. 

Perché hai scelto ‘Tears As Fuel’ come anticipazione dell’album?
Probabilmente perché è il pezzo che ha un po' più di groove. L’ho già suonato abbastanza dal vivo, con la mia band, e credo rappresenti bene la forza e l’oscurità del disco.  Il video è stato girato da  Johan Lundsten a Barcelona ed è stato bellissimo stare a piedi nudi su quella spiaggia meravigliosa. Ho provato un senso di libertà unico. È un pezzo che dimostra come qualcosa di molto doloroso e triste possa diventare di vitale importanza.

Come componi di solito?
‘Tears As Fuel’ è nata in maniera molto semplice. Mi sono creata una sorta di scudo e sono partita, come accade quasi sempre, dalla linea melodica e qualche verso. Una volta che trovo una linea melodica che mi piace o un testo su cui lavorare, insisto su quelle idee fino ad arrivare alla bozza del brano. 

Nella precedente intervista ti chiesi se ti sentissi più un’artista internazionale o svedese e mi rispondesti che avevi pochi contatti in Svezia. Pensi che quest’album possa conquistare più fan in Scandinavia o comunque nel Vecchio Continente oppure oltreoceano? 
Prendo tanta ispirazione dalla musica americana e naturalmente vengo influenzata anche dai musicisti che suonano con me. Può piacermi Chris Stapleton così come Rosalia. Sono molto esigente e mi piace il rapporto che si è instaurato con Icons Creating Evil Art perché curano l’aspetto video-fotografico al pari di quello musicale. Mi fido di loro.

Sei bellissima e hai un enorme talento. Sembri davvero perfetta. Qual è il tuo peggiore difetto?
Credo dipenda molto dalla persona che ho davanti. Alcuni possono giudicarmi meravigliosa ed altri complicata. Di sicuro faccio fatica a collaborare con qualcuno se non sono convinta.

Quali sono i tuoi prossimi piani?
Sto organizzando delle date per promuovere ‘Lifetime Of Tears’ e ho già iniziato a scrivere il prossimo lavoro. 
 

Louise Lemón
From Svezia

Discography
Purge - 2018
A Broken Heart is an Open Heart - 2019
Lifetime Of Tears - 2024